Tutte le informazioni sulla banconota da 10 euro della serie Europa: 126 tirature documentate, ciascuna con officina, firma, cliché, posizione nel foglio, grado di rarità e quotazione FDS. Cerca o filtra nella tabella, poi leggi le note che seguono.
126 righe visibili su 126
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Rarità sulla scala del catalogo Cartamoneta: C3 comunissimo, C2 molto comune, C comune, NC non comune, poi da R a R5. Le sigle in corsivo sono quelle del catalogo, usate per gli esemplari che il catalogo non quota. Le quotazioni valgono per esemplari in fior di stampa (FDS).
Come leggere la tabella
Contiene i 126 record che l’estratto pulito conserva per questo taglio. Le righe si caricano venti alla volta; la ricerca e i filtri lavorano sempre sull’intero elenco, così la corrispondenza viene trovata prima e le righe intorno vengono caricate dopo.
La rarità usa la scala del catalogo Cartamoneta, da C3 (comunissimo) fino a R5 (della massima rarità), e deriva da quanto una tiratura si colloca sopra il livello ordinario di questo taglio, perché il rapporto fra valore facciale e riferimento di catalogo non è confrontabile fra tagli diversi. Dove il catalogo fornisce una propria sigla al posto della quotazione, quella sigla compare in corsivo e la quotazione resta vuota.
Ogni quotazione vale per un biglietto in fior di stampa — FDS, il vertice della scala di conservazione — e per nessun altro stato. È il riferimento Cartamoneta.com: la cifra di catalogo con la maggiorazione pubblicata per questo taglio, arrotondata allo scatto successivo. Da una certa soglia in su — 500 € sulla 5 euro, 750 € sulla 10, 1.000 € sulla 20, 1.500 € sulla 50, 1.750 € sulla 100 — la maggiorazione lascia il posto a una riduzione del 10%, perché gli esemplari di fascia alta si collocano trattando e non a premio; sulla 200 e sulla 500 euro non si applica mai. Un esemplare circolato vale meno, spesso molto meno. La cifra è un riferimento indicativo e non è un’offerta, una perizia o una dichiarazione sullo stato di conservazione di un singolo biglietto.
La 10 euro della serie Europa è entrata in circolazione il 23 settembre 2014, un anno e mezzo dopo la 5. Nel suo catalogo compaiono tredici officine: più di ogni altro taglio della serie.
L’insieme più ampio di officine
Compaiono due stabilimenti Oberthur Fiduciaire, due Giesecke+Devrient, Valora, Bundesdruckerei, Enschedé e le officine delle banche centrali di Italia, Irlanda, Francia, Spagna, Austria e Grecia. La Bulgaria figura come associazione nazionale ben prima dell’adozione dell’euro, perché lo stabilimento di Sofia stampava per altri emittenti.
Questa ampiezza rende il filtro per officina il comando più utile della pagina: scegliendo una sola officina la tabella si riduce quasi sempre a poche righe leggibili.
Soltanto Draghi e Lagarde
Questo taglio si comporta esattamente come la serie è documentata: Draghi dall’emissione del 2014, Lagarde dalla fine del 2019, e nient’altro. Dove una riga non ha quotazione, il catalogo ha sostituito la propria sigla di rarità, che la tabella mantiene in corsivo.
La 10 euro condivide con la 20 euro il foglio da 54 esemplari, quindi per entrambe le sigle di posizione si fermano a I6.
Dove si trova il codice di identificazione sulla 10 euro
Tredici officine e due firme: è il taglio in cui filtrare rende di più.