Il numero di serie è il codice che la maggior parte delle persone nota per prima su una banconota in euro. Il codice di stampa è diverso. È più corto, meno evidente e più tecnico: un indizio di produzione, non un identificatore rivolto al pubblico.

Per i collezionisti questo piccolo codice è importante perché collega una banconota al modo in cui è stata fisicamente prodotta. Può indicare l’officina di stampa, la lastra di stampa e la posizione della banconota all’interno del foglio stampato. Letto con cura, aiuta a separare la storia di produzione dalle supposizioni su nazionalità, rarità o valore.

La prima regola è semplice: un codice di stampa è utile solo quando la serie è identificata correttamente. Le prime banconote in euro e la serie Europa usano idee correlate, ma non la stessa logica delle lettere.

Partire dal codice corto

Un esempio standard della prima serie è:

J001A1

Non è il numero di serie. È un codice di produzione corto. La forma si può leggere in tre parti:

ParteSignificatoEsempio
JL’officina di stampa.

Nella prima serie, J identifica la Banca d’Italia.

001

La lastra di stampa, spesso chiamata cliché nella letteratura collezionistica.

La prima lastra numerata usata in quel contesto di produzione.
A1La posizione della banconota all’interno del foglio stampato.

Una coordinata di riga e colonna, come un riferimento di posizione sul foglio.

Il codice corto sta quindi accanto al numero di serie, non al suo interno. Il numero di serie identifica una banconota all’interno del sistema di numerazione; il codice corto rimanda alla produzione.

Il codice è stampato all’interno degli elementi realizzati con procedura offset. Nella prima serie la posizione cambia in base al taglio — sopra la placchetta olografica sulla 50 euro, su una stella sulla 10, sulla 20, sulla 200 e sulla 500, vicino alla O di EURO sulla 5 — e il catalogo della prima serie le elenca tutte e sette. La serie Europa ha risolto la questione: il codice sta in alto a destra su ogni taglio, in verticale accanto alla banda olografica.

La produzione è un compito dell’Eurosistema

La produzione delle banconote in euro non è organizzata come un paese che stampa solo le «proprie» banconote. La BCE descrive la produzione delle banconote come un processo congiunto che coinvolge le banche centrali nazionali e la BCE. I volumi annuali di produzione si basano su previsioni, esigenze di sostituzione e scorte logistiche, e la produzione è assegnata alle officine di stampa ad alta sicurezza in Europa.

La Banca d’Italia descrive la stessa logica dal lato italiano: all’interno dell’Eurosistema, produce la quantità di banconote che le è assegnata, mette in circolazione le banconote e contribuisce a mantenere la qualità e l’integrità del contante in circolazione.

Questo conta perché i codici di stampa vengono spesso letti come etichette nazionali. Un’officina di stampa può produrre banconote per una banca centrale diversa da quella del proprio paese. Il codice va quindi trattato come riferimento di produzione, non come semplice indicazione di dove una banconota è stata emessa o dove è circolata.

Spesso un’officina si specializza su pochi tagli — nella maggior parte dei casi due — e solo pochi paesi hanno stampato almeno un esemplare di ciascun taglio: per questo le banche centrali si scambiano i tagli prodotti prima dell’emissione. Per la serie Europa, ad aver stampato presso le proprie officine almeno un esemplare di ogni taglio, sia della prima sia della seconda serie, restano soltanto Austria, Francia e Italia.

Prima serie: lettera nazionale e lettera dell’officina

La prima serie ha due sistemi di lettere differenti che si confondono facilmente.

Il numero di serie lungo inizia con una lettera nazionale. Nella prima serie, l’Italia è associata a S. Quella lettera indica la banca centrale nazionale associata all’emissione, non automaticamente il luogo fisico di stampa.

Il codice di produzione corto inizia con una lettera dell’officina di stampa. Nella tabella dei codici di stampa della prima serie, la Banca d’Italia è identificata da J. Per questo un esempio italiano della prima serie può coinvolgere entrambe le lettere: S nella logica del numero di serie e J nella logica del codice di produzione.

La tabella dei codici di stampa della prima serie elenca quattordici lettere attive di officine, oltre a voci riservate o non usate. Lettere come B, I, O e Q sono evitate perché possono confondersi con numeri o altri caratteri.

La tabella completa dei codici di stampa della prima serie, ricostruita dal foglio di lavoro della fonte, è:

LetteraOfficina di stampaPaeseCittà
A

Riservata — Bank of England, Loughton, Regno Unito. Mai usata per la produzione di banconote in euro.

C

Riservata — AB Tumba Bruk, Tumba, Svezia. Mai usata per la produzione di banconote in euro.

DSetec OyFinlandiaVantaa
E

F.C. Oberthur

FranciaChantepie
F

Österreichische Banknoten

AustriaVienna
G

Johan Enschedé & Zn.

Paesi BassiHaarlem
HDe La RueRegno UnitoGateshead
J

Banca d’Italia

ItaliaRoma
K

Central Bank of Ireland

IrlandaDublino
L

Banque de France

FranciaChamalières
M

Fábrica Nacional de Moneda y Timbre

SpagnaMadrid
N

Bank of Greece

GreciaAtene
P

Giesecke & Devrient

GermaniaMonaco e Lipsia
R

Bundesdruckerei

GermaniaBerlino
S

Riservata — Danmarks Nationalbank, Copenaghen, Danimarca. Mai usata per la produzione di banconote in euro.

T

Banca Nazionale del Belgio

BelgioBruxelles
UValoraPortogalloCarregado

Le lettere B, I, O e Q non sono assegnate perché si confondono facilmente con cifre o con altre lettere. Le lettere A, C e S erano riservate a officine di banche centrali che non hanno mai adottato l’euro e che quindi non hanno mai prodotto banconote in euro.

Serie Europa: la logica si stringe

La serie Europa mantiene il codice di produzione corto, ma la logica delle lettere cambia.

Nell’esempio italiano la sequenza diventa:

S001A1

La forma è familiare: lettera dell’officina, numero della lastra e posizione sul foglio. Ma la prima lettera non è più J. Nel sistema della serie Europa, l’officina di stampa della Banca d’Italia è associata a S. La stessa lettera può comparire anche come prima lettera del numero di serie.

È una delle differenze più nette tra le due serie:

DomandaPrima serieSerie Europa

Cosa indica principalmente la prima lettera del numero di serie?

La banca centrale nazionale associata all’emissione.L’officina di stampa associata alla banconota.
Esempio italiano di codice di produzioneJ001A1S001A1
Principale rischio di letturaConfondere la lettera nazionale con il luogo fisico di stampa.

Dimenticare che il codice non è comunque prova di autenticità o rarità.

La tabella delle lettere della serie Europa è anche più ampia di quella attiva nella prima serie. Alcune lettere sono assegnate alle officine di stampa, altre restano non assegnate o inutilizzate e alcune officine hanno cambiato lettera tra la prima e la seconda serie. Il passaggio italiano da J a S è l’esempio più facile da ricordare.

La tabella completa dei codici di stampa della serie Europa, ricostruita dal foglio di lavoro della fonte, è:

LetteraOfficina di stampaPaeseNumero di controlloLettera nella prima serie
D

Polska Wytwórnia Papierów Wartościowych

Polonia
E

Oberthur Fiduciaire SAS (Chantepie)

Francia3E
F

Oberthur Fiduciaire AD (Sofia)

Bulgaria
H

De La Rue Currency (Loughton)

Regno UnitoA
J

De La Rue Currency (Gateshead)

Regno UnitoH
MValoraPortogallo4U
N

Oesterreichische Banknoten und Sicherheitsdruck

Austria3F
P

Joh. Enschede Security Printing

Paesi Bassi1G
R

Bundesdruckerei

Germania8R
S

Banca d’Italia

Italia7J
T

Central Bank of Ireland

Irlanda6K
U

Banque de France

Francia5L
V

IMBISA (Banco de España)

Spagna4M
W

Giesecke & Devrient (Lipsia)

Germania3P
X

Giesecke & Devrient (Monaco)

Germania2P
Y

Bank of Greece

Grecia1N
Z

Banca Nazionale del Belgio

Belgio9T

La colonna del numero di controllo riporta la cifra singola che ogni lettera assegnata della serie Europa porta nel foglio di lavoro originale, usata nelle operazioni di checksum del codice di produzione. Alcune lettere non hanno un numero di controllo perché la lettera dell’officina corrispondente non è ancora stata cablata nella tabella checksum pubblicata. Le lettere della serie Europa A, B, C, G, K e L fanno parte del sistema ma al momento risultano “non assegnate” — restano disponibili per officine che potrebbero entrare nella produzione della serie Europa in futuro. Le lettere I, O e Q restano fuori dallo schema, per lo stesso motivo della prima serie: assomigliano troppo a delle cifre.

Si vedono subito due schemi. Molte lettere della serie Europa riprendono la lettera nazionale della prima serie del paese in cui ha sede l’officina di stampa: l’officina italiana passa da J a S, l’officina centrale francese passa da L a U e così via. Alcune officine restano sulla stessa lettera, come Bundesdruckerei su R. Compaiono voci nuove per le officine entrate nella produzione della serie Europa (Polonia su D, Sofia su F) e una singola voce della prima serie può dividersi in due lettere quando la produzione è separata in città diverse, come per Giesecke & Devrient su W per Lipsia e X per Monaco.

Numeri di lastra e posizioni sul foglio

La parte centrale del codice di produzione corto è il numero della lastra. Nei documenti di fonte è descritto come numero di cliché. Ogni officina di stampa numera le lastre offset che usa, partendo da 001.

Un numero mancante non è automaticamente misterioso. Un numero di lastra può essere saltato se una lastra è difettosa o inadeguata. Per questo i salti nella sequenza vanno trattati con prudenza. Possono essere tracce tecniche di produzione, non segnali di rarità di per sé.

La parte finale, come A1, è la posizione della banconota all’interno del foglio. Il sistema funziona come coordinate: la lettera identifica la riga e il numero identifica la colonna. È un modo per individuare dove stava quella banconota prima che il foglio venisse tagliato.

Questa logica della posizione sul foglio è uno dei motivi per cui i codici di stampa sono attraenti per i collezionisti. Rendono una banconota ordinaria meno anonima. Ma l’interpretazione dipende ancora da serie, taglio, officina di stampa e dati documentati.

Disposizione dei fogli della prima serie per taglio

Il numero di banconote stampate su un singolo foglio, e quindi l’insieme dei codici di posizione validi, dipende dal taglio. Le quattro griglie qui sotto riportano tutti i codici di posizione validi per i fogli stampati dalla Banca d’Italia per la prima serie, secondo il catalogo curato da Gerardo Vendemia.

Biglietti da 5 euro — foglio da 60 banconote, 10 × 6

Riga \ Col123456
AA1A2A3A4A5A6
BB1B2B3B4B5B6
CC1C2C3C4C5C6
DD1D2D3D4D5D6
EE1E2E3E4E5E6
FF1F2F3F4F5F6
GG1G2G3G4G5G6
HH1H2H3H4H5H6
II1I2I3I4I5I6
JJ1J2J3J4J5J6

Biglietti da 10 e 20 euro — foglio da 54 banconote, 9 × 6

Riga \ Col123456
AA1A2A3A4A5A6
BB1B2B3B4B5B6
CC1C2C3C4C5C6
DD1D2D3D4D5D6
EE1E2E3E4E5E6
FF1F2F3F4F5F6
GG1G2G3G4G5G6
HH1H2H3H4H5H6
II1I2I3I4I5I6

Biglietti da 50, 100 e 200 euro — foglio da 40 banconote, 8 × 5

Riga \ Col12345
AA1A2A3A4A5
BB1B2B3B4B5
CC1C2C3C4C5
DD1D2D3D4D5
EE1E2E3E4E5
FF1F2F3F4F5
GG1G2G3G4G5
HH1H2H3H4H5

Biglietti da 500 euro — foglio da 28 banconote, 7 × 4

Riga \ Col1234
AA1A2A3A4
BB1B2B3B4
CC1C2C3C4
DD1D2D3D4
EE1E2E3E4
FF1F2F3F4
GG1G2G3G4

Un codice di posizione ha senso solo se rientra nella griglia corrispondente. Per esempio, I6 è una posizione valida per i tagli da 10 € o 20 €, ma non lo è per 50 €, 100 € o 200 €, dove il foglio si ferma alla riga H e alla colonna 5. Trattare le quattro griglie come un controllo rapido di validità è uno degli usi più semplici del codice di produzione.

Le stesse quattro griglie descrivono anche i fogli della serie Europa stampati dalla Banca d’Italia, perché le dimensioni fisiche dei fogli per ciascun taglio non sono cambiate. L’unica differenza è la lettera dell’officina: un codice di produzione della serie Europa stampato dalla Banca d’Italia inizia con S invece di J, quindi un 50 € della serie Europa di Banca d’Italia si legge come S001A1 con le stesse righe da A a H e le stesse colonne da 1 a 5. Il taglio da 500 € non viene emesso nella serie Europa, quindi la griglia 7 × 4 di fatto vale solo per i 500 € della prima serie.

Varianti di catalogo della prima serie

Gli stessi dati di officina, lastra e firma alimentano anche il catalogo delle varianti usato dai collezionisti italiani. Nella XIII edizione de La Cartamoneta Italiana, ogni taglio della prima serie ha un proprio numero di catalogo BCE: BCE 1 per il 5 €, BCE 3 per il 10 €, BCE 5 per il 20 €, BCE 7 per il 50 €, BCE 9 per il 100 €, BCE 11 per il 200 € e BCE 13 per il 500 €. Le lettere a, b, c, d, e aggiunte al numero distinguono le sotto-varianti che differiscono per firma, lettera di officina o intervallo di lastre. La colonna “rarità” usa la scala standard del catalogo: C per comune, C2 per molto comune, NC per non comune.

Le quattro tabelle qui sotto danno la struttura delle varianti della prima serie stampate dalla Banca d’Italia (le poche righe che ricadono su una officina diversa sono marcate in modo esplicito). Sono raggruppate come le griglie dei fogli qui sopra. Le quotazioni di collezione sono volutamente omesse: per i valori di mercato attuali consultare direttamente il catalogo.

5 euro — BCE 1
BCEAnnoFirmaLettera nazionaleSigla stampatoreNumero di lastraRarità
BCE 12002DuisenbergSJ001C
BCE 12002DuisenbergSJ002C2
BCE 12002DuisenbergSJ003C2
BCE 12002DuisenbergSJ004C2
BCE 12002DuisenbergSJ005C2
10 e 20 euro — BCE 3 e BCE 5
BCEAnnoFirmaLettera nazionaleSigla stampatoreNumero di lastraRarità
BCE 32002DuisenbergSJ001C
BCE 32002DuisenbergSJ002–005C2
BCE 3a2002TrichetSJ006–009C2
BCE 52002DuisenbergSJ001C
BCE 52002DuisenbergSJ002–010C2
BCE 5a2002TrichetSJ011–028C2
BCE 5b2002DraghiSJ029–036C2
50, 100 e 200 euro — BCE 7, BCE 9, BCE 11
BCEAnnoFirmaLettera nazionaleSigla stampatoreNumero di lastraRarità
BCE 72002DuisenbergSJ001NC
BCE 72002DuisenbergSJ002–014C2
BCE 7a2002TrichetSJ015–024C2
BCE 7b2002TrichetSJ026–055C2
BCE 7b2002TrichetSF002–008C2
BCE 7b2002TrichetSJ057–070C2
BCE 7b2002TrichetSJ072–078C2
BCE 7c2002DraghiSJ079C2
BCE 7d2002TrichetSJ080–081C2
BCE 7e2002DraghiSJ083–093C2
BCE 7e2002DraghiSJ095–098C2
BCE 7e2002DraghiSJ100C2
BCE 7e2002DraghiSJ102C2
BCE 92002DuisenbergSJ001C
BCE 92002DuisenbergSJ002–010C2
BCE 9a2002TrichetSJ011–025C2
BCE 9a2002TrichetSJ028–034C2
BCE 112002DuisenbergSJ001C
500 euro — BCE 13
BCEAnnoFirmaLettera nazionaleSigla stampatoreNumero di lastraRarità
BCE 132002DuisenbergSJ001C

Qualche osservazione che emerge dalle tabelle delle varianti. La maggior parte delle lastre Banca d’Italia della prima serie è firmata Duisenberg ed è rimasta comune (C o C2): la scala della rarità sale a NC solo sulla prima lastra del 50 €. La firma Trichet compare sugli intervalli di lastre successivi del 10 €, 20 €, 50 € e 100 €. La firma Draghi appare solo sporadicamente sul 20 € e su una manciata di lastre tarde del 50 € (BCE 7c, BCE 7e) — perché nel frattempo la serie Europa stava prendendo il sopravvento. Una riga della tabella del 50 € mostra anche una sigla stampatore alternativa, F, l’officina Oberthur in Francia, sulla produzione BCE 7b: un promemoria del fatto che la produzione veniva redistribuita nell’Eurosistema e non confinata alla Banca d’Italia.

Varianti di catalogo della serie Europa

La serie Europa usa la stessa logica di catalogo con numeri pari: BCE 2 per il 5 €, BCE 4 per il 10 €, BCE 6 per il 20 €, BCE 8 per il 50 €, BCE 10 per il 100 € e BCE 12 per il 200 €. Non esiste un BCE 14 perché il taglio da 500 € non è emesso nella serie Europa. La sotto-variante a marca un cambio di firma sulle lastre più tarde, come fanno 6a e 8a che registrano la produzione Lagarde sul 20 € e sul 50 €. Tutte le righe Europa catalogate alla Banca d’Italia portano la rarità C3, che il catalogo usa per esemplari ancora abbondanti in circolazione, non scarsi proprio perché sono moneta corrente.

Le tre tabelle qui sotto coprono i sei tagli, raggruppati come prima. Il blocco 7 × 4 della prima serie scompare perché il 500 € non viene prodotto nella serie Europa.

5 euro serie Europa — BCE 2
BCEAnnoFirmaLettera nazionaleSigla stampatoreNumero di lastraRarità
BCE 22013DraghiSS001C3
BCE 22013DraghiSS002C3
BCE 22013DraghiSS003C3
BCE 22013DraghiSS006C3
10 e 20 euro serie Europa — BCE 4 e BCE 6
BCEAnnoFirmaLettera nazionaleSigla stampatoreNumero di lastraRarità
BCE 42014DraghiSS002C3
BCE 42014DraghiSS003C3
BCE 42014DraghiSS004C3
BCE 62015DraghiSS001C3
BCE 62015DraghiSS003–021C3
BCE 6a2015LagardeSS022–029C3
50, 100 e 200 euro serie Europa — BCE 8, BCE 10, BCE 12
BCEAnnoFirmaLettera nazionaleSigla stampatoreNumero di lastraRarità
BCE 82017DraghiSS002–012C3
BCE 82017DraghiSS014–019C3
BCE 82017DraghiSS021–022C3
BCE 82017DraghiSS024–037C3
BCE 82017DraghiSS041C3
BCE 8a2017LagardeSS036–042C3
BCE 8a2017LagardeSS046C3
BCE 8a2017LagardeSS048–058C3
BCE 8a2017LagardeSS061–064C3
BCE 102019DraghiSS002–009C3
BCE 122019DraghiSS002C3
BCE 122019DraghiSS004–006C3
BCE 122019DraghiSS008C3

Due contrasti con le tabelle della prima serie saltano agli occhi. Le righe Banca d’Italia della serie Europa non si distribuiscono su sigle stampatore alternative: la colonna sigla è uniformemente S, perché alla Banca d’Italia la produzione Europa di questi tagli non è stata redistribuita a Oberthur o ad altre officine. E la scala della rarità si appiattisce su un unico valore: ogni riga Europa è C3, il marcatore del catalogo per gli esemplari ancora in normale circolazione. La firma Lagarde appare come naturale successione di Draghi sulle lastre tarde di 20 € e 50 €, mentre il 100 € e il 200 € — stampati solo nel 2019, prima che lei entrasse in carica a novembre 2019 — mostrano solo la firma Draghi in questa produzione Banca d’Italia.

I limiti del codice di produzione

A un codice di stampa non bisogna chiedere più di quanto possa fare.

Non autentica una banconota da solo. Un codice apparentemente autentico può essere copiato e un codice che rispetta lo schema atteso non sostituisce il normale controllo di sicurezza.

Non rende automaticamente rara o di valore una banconota. La rarità dipende da prove: produzione nota, esemplari sopravvissuti, conservazione, domanda, firma, taglio, serie e altri dettagli verificati.

Non dimostra nemmeno dove la banconota sia stata spesa per la prima volta, dove sia circolata o dove un collezionista l’abbia trovata. Il contante in euro si muove continuamente attraverso i confini. Un indizio di produzione non è una storia di viaggio.

Uno strumento di ricerca per i codici di stampa

L’articolo svolge due compiti. Il testo spiega come leggere il codice senza confonderlo con il numero di serie: officina, lastra, posizione sul foglio; prima serie e serie Europa; indizio di produzione, non certificato di autenticità. Le tabelle elencano tutte le lettere assegnate e, dove esiste, la lettera precedente della prima serie.

Gli stessi dati alimentano ora anche una verifica interattiva dei numeri di serie e dei codici di stampa: inserisci una lettera dello stampatore o un codice di produzione completo come J001A1 per individuare l’officina di stampa in una delle due serie, e scegli un taglio per controllare se la posizione sul foglio rientra nella griglia — senza scorrere le tabelle a mano.