Tutte le informazioni sulla banconota da 50 euro della prima serie: 356 tirature documentate, ciascuna con officina, firma, cliché, posizione nel foglio, grado di rarità e quotazione FDS. Cerca o filtra nella tabella, poi leggi le note che seguono.
356 righe visibili su 356
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Rarità sulla scala del catalogo Cartamoneta: C3 comunissimo, C2 molto comune, C comune, NC non comune, poi da R a R5. Le sigle in corsivo sono quelle del catalogo, usate per gli esemplari che il catalogo non quota. Le quotazioni valgono per esemplari in fior di stampa (FDS).
Come leggere la tabella
Contiene i 356 record che l’estratto pulito conserva per questo taglio. Le righe si caricano venti alla volta; la ricerca e i filtri lavorano sempre sull’intero elenco, così la corrispondenza viene trovata prima e le righe intorno vengono caricate dopo.
La rarità usa la scala del catalogo Cartamoneta, da C3 (comunissimo) fino a R5 (della massima rarità), e deriva da quanto una tiratura si colloca sopra il livello ordinario di questo taglio, perché il rapporto fra valore facciale e riferimento di catalogo non è confrontabile fra tagli diversi. Dove il catalogo fornisce una propria sigla al posto della quotazione, quella sigla compare in corsivo e la quotazione resta vuota.
Ogni quotazione vale per un biglietto in fior di stampa — FDS, il vertice della scala di conservazione — e per nessun altro stato. È il riferimento Cartamoneta.com: la cifra di catalogo con la maggiorazione pubblicata per questo taglio, arrotondata allo scatto successivo. Da una certa soglia in su — 500 € sulla 5 euro, 750 € sulla 10, 1.000 € sulla 20, 1.500 € sulla 50, 1.750 € sulla 100 — la maggiorazione lascia il posto a una riduzione del 10%, perché gli esemplari di fascia alta si collocano trattando e non a premio; sulla 200 e sulla 500 euro non si applica mai. Un esemplare circolato vale meno, spesso molto meno. La cifra è un riferimento indicativo e non è un’offerta, una perizia o una dichiarazione sullo stato di conservazione di un singolo biglietto.
La 50 euro arancione è la sezione più lunga del catalogo della prima serie. È stata il cavallo di battaglia dei pagamenti quotidiani di importo maggiore, stampata senza interruzioni da quasi tutte le officine dello schema, e ha accumulato più combinazioni documentate di ogni altro taglio.
Un taglio che non si è mai fermato
La produzione della 50 euro della prima serie va dai lotti precedenti al lancio, nel 2001, fino alla sostituzione con la serie Europa nel 2017. Quindici anni di stampa continua, su sedici associazioni nazionali e tredici officine, spiegano perché questa sia la tabella più densa della serie.
La conseguenza pratica è semplice: quasi ogni 50 euro trovata in circolazione ordinaria corrisponde a una riga comune. Le voci interessanti sono le tirature brevi, le officine che hanno prodotto questo taglio solo per poco e i cliché che compaiono una manciata di volte.
Fogli da quaranta
La 50 euro è il primo taglio della serie stampato sul foglio più piccolo da 40 esemplari, otto righe per cinque colonne, condiviso con la 100 e la 200. Le sigle di posizione si fermano quindi a H5: oltre quella riga o quella colonna il foglio è un altro.
L’estratto conserva anche diversi versi di numerazione — da A1 a H5, da A5 a H1 e altri — perché la sequenza con cui il foglio è stato numerato fa parte del dato. Queste varianti stanno nella colonna del foglio, non in quella della tiratura.
Dove si trova il codice di identificazione sulla 50 euro
Lunghezza non significa difficoltà: filtrando per officina la 50 euro diventa leggibile quanto ogni altro taglio.