Tutte le informazioni sulla banconota da 200 euro della prima serie: 20 tirature documentate, ciascuna con officina, firma, cliché, posizione nel foglio, grado di rarità e quotazione FDS. Cerca o filtra nella tabella, poi leggi le note che seguono.
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| Paese | Firma | Anno | Officina | Cliché | Foglio | Rarità | Quotazioni In Fior Di Stampa (FDS) |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
L Finlandia | Wim Duisenberg | 2001 | D Setec Oy | D001 | 20 banconote Da E1 a A4 | C2 | 400 € |
N Austria | Wim Duisenberg | 2001 | G Johan Enschedé & Zn. | G001 | 24 banconote Da A1 a F4 | C2 | 400 € |
P Paesi Bassi | Wim Duisenberg | 2001 | G Johan Enschedé & Zn. | G001 | 24 banconote Da A1 a F4 | C2 | 450 € |
S Italia | Wim Duisenberg | 2001 | J Banca d'Italia | J001 | 40 banconote Da E3 a D3 | C2 | 400 € |
U Francia | Wim Duisenberg | 2001 | T Banca Nazionale del Belgio | T001 | 35 banconote Da G1 a A5 | C2 | 400 € |
V Spagna | Wim Duisenberg | 2001 | T Banca Nazionale del Belgio | T001 | 35 banconote Da G1 a A5 | C2 | 450 € |
X Germania | Wim Duisenberg | 2001 | R Bundesdruckerei | R001 | 28 banconote Da A1 a G4 | C2 | 400 € |
X Germania | Wim Duisenberg | 2001 | R Bundesdruckerei | R002 | 28 banconote Da A1 a G4 | C | 500 € |
X Germania | Wim Duisenberg | 2003 | R Bundesdruckerei | R005 | 28 banconote Da A1 a G4 | C2 | 400 € |
X Germania | Wim Duisenberg | 2003 | R Bundesdruckerei | R006 | 28 banconote Da A1 a G4 | C2 | 400 € |
X Germania | Jean-Claude Trichet | 2010 | E F.C. Oberthur | E001 | 40 banconote Da A1 a H5 | C2 | 400 € |
X Germania | Mario Draghi | 2014 | E F.C. Oberthur | E002 | 40 banconote Da A1 a H5 | C2 | 400 € |
X Germania | Mario Draghi | 2017 | E F.C. Oberthur | E003 | 40 banconote Da A1 a H5 | C3 | 350 € |
X Germania | Mario Draghi | 2017 | E F.C. Oberthur | E004 | 40 banconote Da A1 a H5 | C2 | 400 € |
X Germania | Mario Draghi | 2012 | R Bundesdruckerei | R008 | 40 banconote Da A1 a H5 | C2 | 400 € |
X Germania | Mario Draghi | 2012 | R Bundesdruckerei | R009 | 40 banconote Da A1 a H5 | C | 650 € |
Y Grecia | Wim Duisenberg | 2001 | R Bundesdruckerei | R003 | 28 banconote Da A1 a G4 | C | 550 € |
Z Belgio | Wim Duisenberg | 2001 | T Banca Nazionale del Belgio | T001 | 35 banconote Da G1 a A5 | C2 | 450 € |
Z Belgio | Mario Draghi | 2017 | T Banca Nazionale del Belgio | T002 | 35 banconote Da A5 a G1 | C2 | 400 € |
Z Belgio | Mario Draghi | 2017 | T Banca Nazionale del Belgio | T003 | 35 banconote Da A5 a G1 | C2 | 400 € |
Nessun record corrisponde alla ricerca.
Rarità sulla scala del catalogo Cartamoneta: C3 comunissimo, C2 molto comune, C comune, NC non comune, poi da R a R5. Le sigle in corsivo sono quelle del catalogo, usate per gli esemplari che il catalogo non quota. Le quotazioni valgono per esemplari in fior di stampa (FDS).
Come leggere la tabella
Contiene i 20 record che l’estratto pulito conserva per questo taglio. Le righe si caricano venti alla volta; la ricerca e i filtri lavorano sempre sull’intero elenco, così la corrispondenza viene trovata prima e le righe intorno vengono caricate dopo.
La rarità usa la scala del catalogo Cartamoneta, da C3 (comunissimo) fino a R5 (della massima rarità), e deriva da quanto una tiratura si colloca sopra il livello ordinario di questo taglio, perché il rapporto fra valore facciale e riferimento di catalogo non è confrontabile fra tagli diversi. Dove il catalogo fornisce una propria sigla al posto della quotazione, quella sigla compare in corsivo e la quotazione resta vuota.
Ogni quotazione vale per un biglietto in fior di stampa — FDS, il vertice della scala di conservazione — e per nessun altro stato. È il riferimento Cartamoneta.com: la cifra di catalogo con la maggiorazione pubblicata per questo taglio, arrotondata allo scatto successivo. Da una certa soglia in su — 500 € sulla 5 euro, 750 € sulla 10, 1.000 € sulla 20, 1.500 € sulla 50, 1.750 € sulla 100 — la maggiorazione lascia il posto a una riduzione del 10%, perché gli esemplari di fascia alta si collocano trattando e non a premio; sulla 200 e sulla 500 euro non si applica mai. Un esemplare circolato vale meno, spesso molto meno. La cifra è un riferimento indicativo e non è un’offerta, una perizia o una dichiarazione sullo stato di conservazione di un singolo biglietto.
La 200 euro è la sezione più breve del catalogo della prima serie. Per questo taglio sono registrate soltanto sei officine, e l’intero taglio occupa meno righe documentate di un solo anno di produzione della 50 euro.
Un taglio stampato di rado
La 200 euro gialla, con l’architettura del ferro e del vetro dell’Ottocento, non è mai stata un biglietto da commercio. Molti esercizi la rifiutavano, gli sportelli automatici la tenevano di rado e l’Eurosistema la stampava solo quando le riserve lo richiedevano. Ne risulta un catalogo che si legge in una sola volta.
Gli anni di stampa dell’estratto vanno dal 2001 al 2017, ma le tirature sono distanti fra loro. Il tratto distintivo di questo taglio sono i lunghi intervalli fra un lotto e l’altro, non la produzione continua.
Poche righe non significano pochi esemplari
Una tabella breve invita a una conclusione affrettata: poche righe, dunque biglietti rari. Non è così. Una sola tiratura documentata può comprendere milioni di esemplari, e un taglio conservato invece che speso si mantiene bene.
Il grado di rarità in tabella deriva dal sovrapprezzo che una tiratura esprime rispetto al livello ordinario di questo taglio: per questo quasi tutte le righe della 200 euro restano in basso nella scala, nonostante il numero ridotto di voci.
Dove si trova il codice di identificazione sulla 200 euro
Venti righe si leggono per intero: conviene leggerle tutte prima di giudicare insolita una singola voce.