Da oggi arriva nei portafogli una nuova banconota da 10 euro. È il secondo taglio della serie Europa, a sedici mesi dalla 5 euro del maggio 2013, e come il biglietto più piccolo non sostituisce da un giorno all’altro il disegno precedente: la 10 euro della prima serie resta valida e continua a circolare accanto a essa.

Banconota specimen da 10 euro della serie Europa, con la banda olografica e il numero verde smeraldo.

La 10 euro della serie Europa: il ritratto di Europa compare nella filigrana e nella banda olografica. Immagine specimen BCE.

Le novità visibili sono le stesse introdotte dalla 5 euro. Il ritratto di Europa, ripreso da un vaso di oltre duemila anni conservato al Louvre, compare ora nella filigrana e nella banda olografica argentata, dove la prima serie mostrava soltanto motivi architettonici. Lungo la banda il numero assume un colore verde smeraldo che, inclinando la banconota, riflette un effetto di luce verso l’alto e verso il basso.

L’altro cambiamento, più discreto, è la carta. La 10 euro della serie Europa è stampata su un supporto con un rivestimento protettivo che ne allunga la durata in circolazione. È una priorità concreta per un taglio basso che passa di continuo tra casse, mercati e tasche e si logora più in fretta di ogni altro biglietto tranne la 5 euro.

La 10 euro non porta ancora la finestra-ritratto trasparente: quell’elemento debutta sulla 20 euro l’anno successivo e viene poi esteso ai tagli superiori. Su questa banconota la verifica da imparare resta quella della banda e della filigrana in controluce, insieme al numero verde smeraldo che si osserva inclinando il biglietto.

Poiché la 10 euro è tra le banconote più erogate dai bancomat, anche questo lancio mette sotto pressione l’infrastruttura dei pagamenti. Sportelli automatici, biglietterie, casse dei negozi e macchine selezionatrici devono riconoscere in modo affidabile il nuovo disegno continuando ad accettare i biglietti autentici della prima serie finché circolano.

Per il pubblico il messaggio resta quello del 2013: non si tratta di un cambio urgente, ma di una seconda versione valida di un taglio familiare. Stesso valore, stessa famiglia di colore, segni di sicurezza più nuovi: l’obiettivo è riconoscere la nuova banconota, non correre a sostituire la vecchia.

Per i collezionisti, il biglietto del 2014 segna il secondo passo di un rinnovo metodico. I primi esemplari della 10 euro Europa portano la firma di Mario Draghi e, come per ogni taglio, il passaggio crea un netto prima-e-dopo per firme, struttura dei numeri di serie e dettagli di produzione.

Il rinnovo copre ora i due tagli più piccoli. La 20 euro seguirà nel 2015 e, dopo di essa, la 50, poi la 100 e la 200 euro, finché l’intera prima serie non sarà affiancata da un disegno aggiornato con difese più forti.