Da oggi diciassette delle diciannove banche centrali nazionali dell’Eurosistema smettono di emettere la banconota da 500 euro. È l’attuazione di una decisione presa nel 2016: la serie Europa non comprenderà il taglio più alto. Germania e Austria, per ragioni organizzative, proseguiranno ancora per qualche mese, fino alla fine di aprile.
La chiusura scaglionata mostra come le decisioni coordinate dell’area euro debbano comunque passare attraverso logistiche nazionali. Il risultato è una politica comune con una breve eccezione pratica, non uno status giuridico diverso della banconota in quei due Paesi.
La 500 euro della prima serie: è l’unico taglio a non avere una versione della serie Europa. Immagine specimen BCE.
La produzione era già stata interrotta nei mesi precedenti; oggi si conclude anche l’emissione, cioè l’immissione di nuove banconote attraverso le banche centrali. Da questo momento la 500 euro non viene più rimpiazzata: le banconote che rientrano logore non vengono sostituite con altre dello stesso taglio.
Questa distinzione è importante. Interrompere l’emissione non significa annullare una banconota. La decisione cambia ciò che le banche centrali rimettono in circolazione, ma non trasforma le 500 euro già esistenti in carta fuori corso e non crea una scadenza per chi le possiede.
La scelta non tocca però il valore di chi possiede una 500 euro. La banconota resta a corso legale, continua a poter essere usata per pagare e potrà sempre essere cambiata presso le banche centrali nazionali senza limiti di tempo. È un punto che la BCE tiene a ribadire, per evitare allarmismi tra chi detiene il taglio.
Nell’uso quotidiano, però, la fine dell’emissione cambia le aspettative. Una 500 euro può essere ancora valida, ma diventa meno familiare agli sportelli e più facilmente oggetto di controlli attenti, per il valore facciale elevato e per il ruolo sempre più ridotto nei pagamenti di tutti i giorni.
Alla base della decisione c’è la preoccupazione che il valore elevato possa agevolare attività illecite, rendendo comodo trasportare grandi somme in poco spazio. La 500 euro non era comunque tra i tagli più usati nei pagamenti quotidiani: il suo ruolo era soprattutto di riserva di valore.
Per i collezionisti, la 500 euro diventa un oggetto di confine. Appartiene al set originario dell’euro e resta valida, ma viene esclusa dalla famiglia oggi prodotta. Conservazione, firma, codice di stampa e lettera nazionale diventano quindi parti sempre più leggibili della sua storia, man mano che il taglio si vede meno nella circolazione ordinaria.
La 500 euro non viene quindi sostituita da una versione Europa: la nuova serie si ferma alla 200 euro, mentre le 500 già in circolazione continueranno la loro vita finché torneranno spontaneamente alle banche centrali.