Da oggi i cittadini di dodici Paesi tengono in mano lo stesso denaro. Con il 1° gennaio 2002 le banconote e le monete in euro entrano in circolazione, sostituendo nel giro di poche settimane valute nazionali usate da generazioni, dalla lira al marco, dal franco alla peseta.

Banconota specimen da 5 euro della prima serie.
5 euro
Banconota specimen da 10 euro della prima serie.
10 euro
Banconota specimen da 20 euro della prima serie.
20 euro
Banconota specimen da 50 euro della prima serie.
50 euro
Banconota specimen da 100 euro della prima serie.
100 euro
Banconota specimen da 200 euro della prima serie.
200 euro
Banconota specimen da 500 euro della prima serie.
500 euro

I sette tagli lanciati il 1° gennaio 2002: una sola famiglia di disegni, una struttura comune dalla 5 alla 500 euro.

Immagini specimen BCE.

Entrano in circolazione sette tagli di banconote: 5, 10, 20, 50, 100, 200 e 500 euro. A differenza delle monete, che hanno una faccia nazionale, le banconote condividono un unico disegno in tutta l’area dell’euro, ispirato al tema delle finestre, dei portali e dei ponti delle diverse epoche europee.

È una scelta grafica con un significato preciso. Finestre e portali rimandano all’apertura, i ponti alla cooperazione tra i popoli; nessuno degli edifici esiste davvero, proprio per non privilegiare un Paese rispetto a un altro. La stessa logica vale per l’assenza di volti e di monumenti riconoscibili.

La portata dell’operazione è enorme. Il contante arriva contemporaneamente a oltre trecento milioni di persone, con miliardi di banconote e monete distribuite agli sportelli, ai negozi e alle famiglie. Per alcune settimane le vecchie valute restano accettate insieme all’euro, prima di essere ritirate del tutto dalla circolazione.

La dimensione logistica è parte essenziale della notizia. Prima del primo giorno di circolazione le banche centrali dovevano creare scorte, rifornire le banche commerciali, preparare gli esercenti e rendere pronti gli sportelli automatici. Il lancio non fu solo una decisione monetaria, ma un progetto fisico di distribuzione su scala continentale.

Il breve periodo di doppia circolazione serviva a ridurre l’incertezza senza far convivere troppo a lungo due sistemi di contante. Le persone potevano spendere le ultime valute nazionali, ricevere euro come resto e imparare i nuovi tagli attraverso operazioni quotidiane, non soltanto tramite una tabella di conversione astratta.

Il passaggio era stato preparato per anni. L’euro esisteva già dal 1999 come moneta dei mercati finanziari e della contabilità; mancava però il contatto quotidiano con il contante. Da oggi quel contatto comincia, e con esso la lunga convivenza pratica tra i prezzi vecchi e quelli nuovi.

La gamma dei sette tagli aveva anche un valore simbolico. Una moneta introdotta tutta insieme deve apparire completa fin dal primo giorno: banconote piccole per la spesa quotidiana, tagli alti per gli importi maggiori, una progressione chiara di colori e dimensioni che permetta di orientarsi rapidamente.

Per questo il lancio non si lascia raccontare con una sola banconota. Ciò che entra in circolazione è un’intera architettura del contante, in cui ogni taglio occupa un posto preciso dentro il nuovo spazio monetario comune.

Per chi osserva oggi la prima serie, il 2002 è anche un punto di riferimento utile. Le banconote introdotte quel giorno fissano la struttura dei tagli, il disegno architettonico comune e molte delle categorie collezionistiche poi usate per leggere firme, codici di stampa, lettere nazionali e storia della circolazione.