La Banca centrale europea annuncia oggi che la banconota da 500 euro, il taglio più alto della famiglia dell’euro, non farà parte della serie Europa e che la sua produzione ed emissione avranno termine. Il Consiglio direttivo inquadra la decisione con prudenza, perché un biglietto di quel valore è tanto una riserva di ricchezza quanto un mezzo di pagamento.

Banconota specimen da 500 euro della prima serie, viola.

La 500 euro: da oggi non ha un futuro nella serie Europa e resta una banconota della sola prima serie. Immagine specimen BCE.

Dietro la scelta c’è una preoccupazione che la BCE dichiara apertamente: l’alto valore del biglietto potrebbe rendere più facile spostare grandi somme di denaro in poco spazio e quindi agevolare attività illecite. La 500 euro non è comunque mai stata tra i tagli più usati nei pagamenti quotidiani: il suo ruolo era soprattutto quello di conservare valore più che di passare di mano alla cassa.

La Banca è altrettanto attenta a chiarire ciò che la decisione non significa. Terminare la produzione e l’emissione non equivale ad annullare il biglietto. La 500 euro resta a corso legale, può ancora essere usata per pagare e può sempre essere cambiata presso le banche centrali nazionali senza limiti di tempo. Gli esemplari già in circolazione mantengono il loro valore e non si trasformano in una scadenza per chi li possiede.

L’annuncio fissa anche un calendario di massima: l’emissione dovrà cessare intorno alla fine del 2018, in concomitanza con l’arrivo delle banconote da 100 e 200 euro che completeranno la serie Europa. Nella pratica la data viene poi collocata all’inizio del 2019, con Germania e Austria che proseguono ancora per alcuni mesi per ragioni organizzative.

La mossa lascia la 500 euro come unico taglio originario privo di un erede nella serie Europa. La nuova serie, ridisegnata un biglietto alla volta dal 2013, si fermerà alla 200 euro: tra i disegni rinnovati non ci sarà alcun biglietto viola.

Per il pubblico, nell’immediato cambia poco: una 500 euro ricevuta oggi è altrettanto valida domani. Ciò che cambia è l’aspettativa. Poiché il biglietto non viene più sostituito, diventa lentamente meno familiare agli sportelli e più soggetto a un controllo attento per via del suo valore facciale.

Per i collezionisti, la decisione trasforma in silenzio la 500 euro in un oggetto di confine. Appartiene pienamente al set originario dell’euro e resta valida, ma è esclusa dall’attuale famiglia di produzione: così il suo stato di conservazione, la firma, il codice dello stampatore e la lettera nazionale pesano di più nella sua storia. La fine dell’emissione vera e propria arriva poi nel 2019.