Vent’anni dopo l’entrata in circolazione delle prime banconote in euro, la Banca centrale europea annuncia oggi l’intenzione di ridisegnarle. Non c’è nessun biglietto nuovo da guardare né alcun elemento di sicurezza da imparare: a partire è un processo, costruito attorno alle opinioni dei cittadini europei, che dovrebbe portare a una decisione finale nel 2024.
La 50 euro della serie Europa, il taglio più usato: il volto attuale dell’euro che il processo annunciato oggi mette in revisione. Immagine specimen BCE.
Il ragionamento è apertamente generazionale. Il tema “epoche e stili”, con le sue finestre, i portali e i ponti, fu scelto negli anni Novanta proprio perché non privilegiava alcun Paese e alcuna persona. Dopo due decenni, la BCE vuole porre una domanda diversa: in quali immagini gli europei si riconoscono davvero? La presidente Christine Lagarde la formula con chiarezza: le banconote sono qui per restare, ed è ora di rivederne l’aspetto perché gli europei di ogni età e provenienza possano sentirle proprie.
L’annuncio è anche una dichiarazione sul contante in sé. La BCE ricorda che le banconote restano il mezzo più usato nei pagamenti al dettaglio di persona e che la domanda di contante è persino cresciuta durante la pandemia, spinta dal suo ruolo di riserva di valore. Un’istituzione convinta che le banconote fossero destinate a sparire non investirebbe anni di lavoro nel ridisegnarle.
Il processo viene definito passo per passo. Gruppi di discussione raccoglieranno prima le opinioni in tutta l’area dell’euro sui possibili temi. Un gruppo consultivo, con un esperto per ciascun Paese dell’area, li distillerà in una rosa ristretta per il Consiglio direttivo. Il pubblico sarà poi consultato sui temi selezionati, seguirà un concorso di design e il pubblico sarà ascoltato di nuovo sui suoi risultati, prima della decisione finale del Consiglio direttivo, attesa nel 2024. Solo dopo la BCE stabilirà quando produrre ed emettere i nuovi biglietti. Il membro del Comitato esecutivo Fabio Panetta riassume l’intento: banconote in cui i cittadini possano identificarsi e che siano orgogliosi di usare.
Con altrettanta chiarezza, l’annuncio dice ciò che non cambia. La serie Europa resta il denaro nei portafogli, nessun ritiro è in programma e nulla di quanto annunciato oggi modifica il modo in cui un biglietto si usa o si controlla alla cassa. Il ridisegno riguarda l’aspetto futuro dell’euro, non la validità di quello presente.
L’obiettivo del 2024, visto dagli anni successivi, si rivela ottimistico. I temi — «cultura europea» e «fiumi e uccelli» — arrivano nel novembre 2023, i motivi nel gennaio 2025 e il concorso di design nel luglio 2025, con la scelta finale ancora davanti. Le date slittano, ma il percorso seguito è esattamente quello annunciato oggi.
Per i collezionisti, l’interesse di questa data sta nella sua posizione nella sequenza. La prima serie fu annunciata negli anni Novanta, la serie Europa nel 2012; la decisione di oggi significa che una terza generazione di banconote in euro è ormai in cammino e che la serie Europa — completata solo nel 2019 — non sarà l’ultima parola sull’aspetto dell’euro.