Dal 1° gennaio 2023 anche la Croazia usa l’euro. Con il suo ingresso l’area dell’euro arriva a venti Paesi: è la prima adesione dopo quella della Lituania nel 2015 e rende la Croazia, in quel momento, lo Stato più recente in cui le banconote in euro diventano moneta ufficiale.

Banconota specimen da 50 euro della serie Europa, con il ritratto della figura mitologica nella filigrana.

La serie Europa, oggi in circolazione, è la moneta che la Croazia adotta nel 2023. Immagine specimen BCE.

La kuna croata viene sostituita al tasso fisso di 7,53450 kune per un euro. Come nei passaggi precedenti, è previsto un periodo di doppia circolazione, in cui kuna ed euro convivono per accompagnare cittadini ed esercenti nel cambio.

La Hrvatska narodna banka, la banca centrale croata, entra nell’Eurosistema. Le banconote che i croati cominciano a usare sono quelle della serie Europa, identiche a quelle degli altri Paesi: a cambiare è il bacino d’uso, non il disegno.

Questo è uno degli esempi più chiari di quanto il progetto euro sia ormai maturo. La Croazia non entra in un sistema ancora da costruire, né in una famiglia di contante ancora da completare: entra in un ambiente di circolazione già consolidato, in cui la serie oggi prodotta corre ormai dalla 5 alla 200 euro.

L’ingresso era stato deciso dal Consiglio dell’Unione europea il 12 luglio 2022, dopo la verifica dei criteri di convergenza. La Croazia diventa così il ventesimo membro dell’area, dopo otto anni senza nuovi ingressi.

Questo significa anche che la Croazia vive l’euro in modo diverso rispetto a Slovenia, Slovacchia o Estonia. Quei Paesi entrarono nella fase della prima serie; la Croazia entra dopo il lungo dispiegarsi della serie Europa e dopo la fine dell’emissione della 500 euro. Le banconote comuni restano le stesse ovunque, ma non è più lo stesso stadio storico della moneta.

Sul lato delle monete, la Croazia introduce i propri lati nazionali; sul lato delle banconote, invece, non esiste nulla da imparare come “versione croata”. Continua a circolare lo stesso disegno sovranazionale, confermando ancora una volta che le banconote in euro si estendono territorialmente senza diventare nazionalizzate.

Per chi osserva la circolazione, il 2023 conferma una regola ormai consolidata: ogni nuovo Paese adotta le banconote già esistenti, senza modificarne il disegno, e l’euro continua ad allargare la propria mappa un membro alla volta.