Cinque anni dopo l’arrivo del contante, l’area dell’euro si allarga per la prima volta. Dal 1° gennaio 2007 la Slovenia adotta l’euro e diventa il tredicesimo Paese a usarlo come moneta ufficiale. È il primo, fra i dieci Stati entrati nell’Unione europea nel 2004, a completare il passaggio.
Le stesse banconote già in circolazione dal 2002 diventano contante quotidiano anche in Slovenia. Immagine specimen BCE.
Il tallero sloveno (tolar) viene sostituito al tasso fisso di 239,640 tolar per un euro. Per due settimane, dal 1° al 14 gennaio 2007, le due valute circolano insieme: si può pagare in tolar e ricevere euro come resto, così da accompagnare con gradualità il cambio.
Per le banconote non cambia nulla nel disegno. La Slovenia adotta gli stessi sette tagli della prima serie già in uso negli altri Paesi: a cambiare non è la carta moneta, ma la geografia del contante europeo, che da quel giorno raggiunge un nuovo Stato e una nuova banca centrale, entrata nell’Eurosistema.
L’ingresso era stato approvato dal Consiglio dell’Unione europea l’11 luglio 2006, dopo la verifica dei criteri di convergenza. La Slovenia apre così la lunga serie di allargamenti che, negli anni successivi, porterà l’euro in altri Paesi dell’Europa centrale, baltica e mediterranea.
Poiché tutto questo avviene prima della serie Europa, la Slovenia riceve ancora la famiglia originaria completa dalla 5 alla 500 euro. L’ingresso si colloca quindi pienamente nella fase della prima generazione del contante, quando le banconote comuni sono ancora esattamente quelle lanciate nel 2002.
La Slovenia conta così non solo come nuovo Paese sulla mappa, ma come il punto in cui l’euro dimostra di potersi espandere geograficamente senza dover ridisegnare la propria identità di contante. Le stesse banconote continuano la loro vita; si allarga soltanto il loro territorio d’uso.
Per chi osserva la circolazione, il 2007 segna l’inizio di una fase nuova: le banconote in euro restano identiche nel disegno, ma il loro bacino d’uso cresce un Paese alla volta.